Il posizionamento dei prodotti sugli scaffali

Il posizionamento dei prodotti sugli scaffali

Il posizionamento dei prodotti sugli scaffali dei supermercati rappresenta il frutto di molteplici studi e non è certo affidato al caso.

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Il Planogramma è  “un diagramma o un modello che indica il posizionamento dei prodotti al dettaglio sugli scaffali al fine di massimizzare le vendite” (fonte: wikipedia). Quali ‘zone’ dello scaffale attraggono maggiormente l’attenzione del consumatore?

Il metodo scientifico per individuare le zone dello scaffale sulle quali per prime si concentra il nostro sguardo sono individuate da una tecnica utilizzata soprattutto dai grandi stores: è chiamata ‘eyes tracking’, ovvero ‘tracciamento dello sguardo’ o ‘tracciamento oculare’. Già la traduzione italiana ci fa comprendere in cosa consiste la tecnica: tramite l’utilizzo di appositi ‘occhiali’, vengono registrate ed in seguito analizzate le zone sulle quali puntiamo il nostro sguardo.

Gli speciali occhiali rilevano le ‘zone’ dello scaffale, nel caso di un supermercato, dove gli occhi si soffermano per primi e più a lungo e nelle altre aree. Al tracciamento si abbinano dei colori: caldi nelle zone più viste (suddivisi in varie tonalità, dal rosso al giallo) e freddi nelle zone in cui lo sguardo si è soffermato di meno (utilizzando varie intensità di blu). Alla fine del tracciamento e della sua analisi, si ottiene una ‘mappa di calore’ che indicherà le zone dello scaffale più ‘calde’ e quelle più ‘fredde’.

A questo punto si realizza il planogramma: in base ai risultati ottenuti dal tracciamento dello sguardo, si crea una ‘mappa ideale’ di posizionamento dei prodotti. Naturalmente, i prodotti vengono sistemati sullo scaffale tenendo conto di una miriade di fattori, primo fra tutti la ‘volontà’ da parte del punto vendita di mettere in evidenza un determinato brand e di relegarne in secondo piano un altro, asseconda degli accordi commerciali intessuti.

Lo studio dell’ ‘eyes tracking’, del ‘tracciamento oculare’, negli ultimi anni, è stato intrapreso da numerosi scienziati, tra i quali psicologi cognitivi, neurofisiologi e, naturalmente, il marketing ha cercato di trarne beneficio.

 

Fonte: tobiipro.com

 

Anche i siti web possono essere analizzati al fine di ottenere una mappa di calore che individua le aree del sito che suscitano più interesse nei visitatori: in questo caso non si utilizza la tecnica dell’eyes tracking ma si analizzano le aree nelle quali il visitatore ha cliccato più volte con il suo mouse.

Nella foto che segue è possibile notare in che modo, ad esempio, vengono guardate le pagine di post sui blog (ricordiamo: il colore rosso indica l’intensità maggiore ed il verde quella minore):

Fonte: shiftcollaborative.com

 

Ed infine: in che modo guardiamo un’immagine pubblicitaria? Sempre utilizzando le mappe di calore ed il tracciamento oculare, la foto che segue ci fornisce buone indicazioni di massima:

 

Fonte: vwo.com/blog

 

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