Perchè abbiamo smesso di cantare dai balconi?

Perchè abbiamo smesso di cantare dai balconi?

Durante la seconda ondata italiana del Covid-19 non si sono viste le manifestazioni canore del primo lockdown… perchè?

A marzo 2020 il governo italiano ha comunicato la chiusura di tutte le attività ‘non essenziali’ (non essenziali per chi?) e delle scuole rinchiudendo, di fatto, tutto il Paese in casa: la pandemia del Covid-19 si stava espandendo, dunque, al fine di evitare ‘troppi’ contagi, si è deciso di ‘distanziare’ le persone facendole restare all’interno delle proprie abitazioni. Naturalmente, in quei primi giorni di pandemia, nessuno aveva idea di come si sarebbe comportato il virus, di quanto fosse letale, quindi, nel dubbio, tutti a casa.

Gli italiani, per farsi coraggio a vicenda, iniziarono ad organizzare ‘riunioni’ condominiali, ognuno dal proprio balcone, per esigenze di distanziamento, durante le quali si intonavano canti d’italica tradizione, esponendo da balconi e finestre, disegni di arcobaleni sotto (o sopra) i quali appariva l’augurio ‘ce la faremo’.

Passata la prima ondata, con l’arrivo dell’estate, la situazione sembrava tendere alla normalità, nonostante i numerosi messaggi d’allerta lanciati dal governo, da molti medici e da alcuni giornali. L’italiano voleva ricominciare a vivere (e a spendere) la propria ‘normalità’: in pochi mesi molte attività hanno recuperato (più o meno) le mancate entrate economiche dei due mesi di lockdown, impegnandosi, anche economicamente, ad accogliere i propri clienti in sicurezza, applicando protocolli di sicurezza anti-Covid più dettati dal buon senso che non dal governo.

Nel mese di settembre riaprono le scuole: il governo, nei mesi estivi, si era impegnato, troppo tardi per coincidere con i giorni di riapertura degli istituti, ad acquistare banchi ‘singoli’ per mantenere gli studenti ad una certa distanza tra loro per evitare contagi all’interno dei plessi scolastici. Non arrivando i nuovi banchi, i presidi delle scuole di ogni ordine e grado hanno fatto salti mortali per cercare di mantenere distanziati gli studenti all’interno degli istituti utilizzando il materiale (scarso) che avevano a disposizione. Le scuole, nonostante l’eterno ritardo dei governi italiani, sembravano abbastanza sicure.

Ma come ci arrivano gli studenti a scuola, soprattutto quelli delle superiori?

Con i mezzi pubblici, pensa un pò. Qualcuno ha pensato al potenziamento dei mezzi pubblici? Macchè… e comunque se qualcuno ci ha pensato, lo ha fatto con pessimi risultati.

Ed ecco arrivare, dalla fine di settembre, la seconda ondata della pandemia (un pò ovunque, non soltanto in Italia): studenti delle superiori a casa a lavorare con la didattica a distanza, negozi e attività varie con aperture intermittenti, fatturati che crollano e ‘zona rossa’ con attività commerciali chiuse (tranne quelle che trattano beni di prima necessità, quali i supermercati ed i tabaccai) e italiani costretti a trascorrere il periodo di Natale e di Capodanno chiusi in casa.

Durante la seconda ondata, gli italiani non hanno cantato dai balconi.

A distanza di quasi un anno, centinaia di migliaia di attività sono state costrette a chiudere per mancanza di fatturato e per insufficienti risorse economiche messe a disposizione dal governo e quegli italiani che, potenzialmente, sarebbero in grado di spendere, non lo fanno. Le indecisioni dello Stato nell’affrontare la pandemia e la situazione economica, presente e futura, spaventano le persone le quali, ormai, non cantano più dai balconi, anzi, si sono chiuse in loro stesse.

L’arrivo del vaccino anti-Covid potrebbe rinfondere speranze negli italiani: l’organizzazione dello Stato sarà in grado, stavolta, di procedere alla somministrazione del vaccino in maniera adeguata? La vita fisica, economica e morale degli italiani dipenderà dal modo in cui si riuscirà a gestire la campagna di vaccinazione: questa volta l’Italia riuscirà nell’impresa?

Buon 2021!

 

 

 

 

 

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