Google blocca il tracciamento degli utenti a scopo pubblicitario (?)

Google blocca il tracciamento degli utenti a scopo pubblicitario (?)

Google controlla il 52% del mercato pubblicitario digitale mondiale, per un valore che ha superato nel 2020 i 150 miliardi di dollari.

Il fattore che di gran lunga costituisce la forza di Google è, senza dubbio, il ‘pedinamento’ digitale dei propri utenti: grazie alle sue applicazioni ‘gratuite’ come Gmail, Chrome, Calendar, YouTube e Maps, il colosso americano traccia gran parte della popolazione digitale mondiale e archivia miliardi e miliardi di dati relativi ai gusti e agli interessi di ogni singolo utente, utilizzando in un secondo tempo questi dati per propinare annunci pubblicitari (a pagamento) mirati. In questo modo, gli inserzionisti che utilizzano la piattaforma Google Ads possono raggiungere i propri potenziali clienti con la (quasi) sicurezza che i prodotti ed i servizi che propongono risultino effettivamente interessanti, in funzione del profilo-utente generato dall’intelligenza artificiale di Google.

Con una comunicazione a sorpresa ‘Il colosso di Mountain View annuncia una svolta nelle strategie di tracking: basta pedinamenti per inserzioni mirate, più rispetto della privacy […] Si potrà navigare sul web in maniera più libera, senza avere gli occhi di Google puntati sui siti che stiamo visitando per sapere quale tipo di pubblicità mostrarci. Il gigante di Mountain View ha, infatti, appena annunciato che dal prossimo anno cesserà la vendita delle inserzioni pubblicitarie basate sulle abitudini di navigazione dei singoli utenti‘ (fonte: adnkronos.com).

Google rinuncerà ai suoi guadagni derivanti dagli annunci pubblicitari (quasi unica fonte del suo fatturato) per perseguire il nobile scopo della ‘libertà online’? 

Neanche per sogno, è ovvio. Semplicemente, cambierà il metodo di tracciamento: ‘[…] Tradotto significa due cose. La prima è che come annunciato lo scorso anno verrà rimosso da Chrome, il browser di Google, il supporto per i cookie di terze parti. Vuole dire rinunciare a quelle “tecnologie” che seguendo gli utenti nella loro navigazione web, consentono di avere un profilo molto più preciso di chi sta navigando. E la seconda che hanno trovato un modo per rinunciare al tracciamento pubblicitario senza perdere soldi dagli investimenti pubblicitari. «I nostri ultimi test sulla tecnologia FLoC – scrive Temkin – mostrano un modo per eliminare efficacemente i cookie di terze parti dalle tecniche pubblicitarie, rendendo anonimi i singoli individui all’interno di grandi raggruppamenti di persone con interessi simili»‘ (fonte: ilsole24ore.com)

L’acronimo FLoC sta per Federated Learning of Cohorts. Con questo sistema gli utenti vengono raggruppati in cluster che rendono più difficile il loro tracciamento singolo. In questo modo gli utenti potranno essere anonimizzati all’interno di un gruppo più ampio‘ (fonte: open.online).

Riassumendo, Google creerà dei gruppi di utenti (una sorta di ‘Buyer Personas‘, nel gergo del marketing…) ognuno dei quali conterrà i dati (anonimi?) di persone con interessi simili: senz’altro, per Google, sarà più semplice gestire queste ‘categorie’ di persone anzichè gestire tutti i propri utenti singolarmente. Siamo ancora sicuri che Google sia ‘sensibile’ al rispetto della nostra privacy oppure dietro a questa decisione si cela un più comodo sistema di gestione dei propri utenti?

Ad maiora!

 

 

 

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