Libro consigliato: ‘Deception: Saggio sulla disinformazione e propaganda nelle moderne società di massa’ di Giuseppe Gagliano

Libro consigliato: ‘Deception: Saggio sulla disinformazione e propaganda nelle moderne società di massa’ di Giuseppe Gagliano

Dalla pagina Amazon del libro: ‘Il volume ha la finalità di presentare al lettore, le riflessioni, in gran parte inedite in Italia, dei più importanti studiosi, quali: Vladimir Volkoff, François Géré, Loup Francart, nonchè delle analisi poste in essere dalla École de Guerre Économique (EGE) di Parigi e dall’Institute for National Strategic Studies (INNS) di Washington,sulle tecniche di inganno, sulla disinformazione e la propaganda con ampi riferimenti storici e case study. Mutuate dallo spionaggio e dall’intelligence militare, le tecniche di disinformazione sono oggi ampiamente impiegate oltre che in campo politico, anche nel commercio e nelle attività produttive, specialmente nel settore industriale, in modo da ingannare, confondere o modificare il parere di un avversario o dell’opinione pubblica, su di un argomento o una situazione, traendone concreto vantaggio. A differenza della propaganda volta a coinvolgere emotivamente, la disinformazione intenzionale, in particolare, tende a manipolare a livello razionale portando a conclusioni false. Comprendere questi processi ci permette così di leggere nella giusta angolazione il flusso di informazioni che ci aggredisce ogni giorno.

Dall’introduzione del libro: ‘L’opera di disinformazione a scapito dell’avversario, sia esso militare, politico o sociale, ha lontani esempi storici. Già prima della battaglia dell’Idaspe, nel 326 a. C., Alessandro Magno fece appositamente circolare la voce, che considerava l’acqua dell’omonimo fiume troppo alta per essere attraversata dal suo esercito, inducendo erroneamente il nemico a credere che le forze macedoni non avrebbero osato l’attacco. Oggi la manipolazione della conoscenza con l’avvento dell’informazione di massa, grazie soprattutto alla diffusione massiccia dello strumento tele-giornalistico, ha raggiunto livelli non facili da superare per non oltrepassare la sfera dell’attività di mera propaganda. Se è pacifico l’impiego delle tecniche disinformative in campo militare-strategico, appare infatti più di difficile giustificazione l’uso sempre più largo delle stesse all’interno della società civile. La gestione e la divulgazione delle informazioni è devoluta per lo più al gruppo di potere dominante, che può trovare espressione in taluni casi soltanto attraverso la compagine governativa, come ad esempio nel caso delle dittature, che nelle società dalle economie poco strutturate, possono facilmente soddisfare le necessità dei pochi ceti dominanti, vedi il caso italiano, nel ventennio fascista, con l’istituzione del Ministero per la Stampa e la Propaganda nel 1935 (poi Ministero per la Cultura Popolare). Oggi, pur non arrivando a creare un vero e proprio Ministero della Verità di orwelliana memoria, esistono realtà nel Mondo che, essendo caratterizzate da specifici contesti economico-sociali, consentono in maniera palese la costituzione di vere e proprie istituzioni finalizzate al controllo dell’informazione, come nel caso del Sudafrica, in cui, dal 2014, è attivo un Ministero delle Comunicazioni responsabile anche della propaganda.

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